Casadei PATCHWOOD: quando calzatura e architettura si fondono.

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casadei_logoPasseggiando per Piazza di Spagna non ci si può non soffermare davanti le vetrine dei designer di scarpe più bramati dal genere femminile. Sergio Rossi, Pura Lopez, piccola sosta per Albano fino ad arrivare alla porticina delle meraviglie: CASADEI01 - Casadei Boutique Roma

Non sono solita parlare di collezioni scarpifere, non ritengo di averne le capacità e le conoscenze sufficienti, quindi non starò qui a dilungarmi sulla mia incompetenza a riguardo. Sono una persona che interiorizza tutto, quindi vi proporrò la mia personale visione della collezione che più mi ha colpita, entrando in questo scrigno pieno di tesori. Non tanto per la bellezza in sé, le creazioni Casadei difficilmente deludono lo stuolo di donne fedeli a questo marchio calzaturiero interamente Made in Italy, quanto per ciò che ha suscitato in me: INTERESSE e CURIOSITÀ .

Per quanto io possa venerare le calzature Casadei, non posso non apprezzarne, di primo impatto, il perfetto mix tra la bellezza e la sofisticata eleganza dei materiali e del design. Sono opere d’arte, nulla da eccepire. Ma tali restano, opere d’arte da ammirare e amare visceralmente. Quando invece il design spazia, va oltre la semplice calzatura, ci si tuffa nella sfera dell’innovazione e del “nuovo”, lì allora si accende in me una spia: “Voglio saperne di più, voglio saperne di più, voglio saperne di più!02 - Casadei Boutique Roma

Così è stato per la collezione PATCHWOOD .
Mentre il preparatissimo personale illustrava la collezione e le innovazioni apportate specialmente nell’ambito dei materiali, il mio occhio cadeva sempre su di loro. Come saprete io sono un quasi-architetto, e non potevo proprio far a meno di soffermarmi sulla curiosa ed interessante scelta decorativa delle scarpe che sto per mostrarvi. h2782-classic-n-perspektive-560x410

Il termine “patchwood” richiama direttamente il noto “patchwork”, lavoro di cucito a mano o a macchina che prevede l’assemblaggio di diversi pezzetti, di forma più o meno regolare, di stoffe diverse. Una volta uniti, essi andranno a creare una stoffa con la quale realizzare i lavori più disparati. Parallelamente, il patchwood è usato per il rivestimento dei pavimenti. Avere la possibilità finanziaria di realizzare un patchwood sul pavimento di casa propria non è da tutti, è pertanto sinonimo di lusso e preziosità, contenendo esso diverse essenze di legno.CasadeiPatchwood4_2

Pertanto la prima cosa che ho pensato vedendo la collezione Patchwood di Casadei è proprio questo: LUSSO.

Ma un lusso non apprezzabile da tutti. Un pavimento composto da diverse essenze di legno è solitamente scelto da persone che spiccano per un gusto estetico fuori dal comune, cui non spaventano le sfide che esso può comportare a livello d’arredo d’interni, che abbiano quella spiccata sensibilità capace di smorzare la pienezza della texture che questo mix va a creare, con gli accostamenti giusti, semplici e delicati. CasadeiPatchwood1Anche qui, è evidente che Mr. Casadei ha fatto centro. Come noterete, la trama che ritroviamo a rivestire zeppe e tacchi è sapientemente smorzata da una tomaia sobria e lineare, senza fronzoli, denotando un gusto ed una maestria proprie di chi ha maturato negli anni la capacità di stupire senza scadere nel volgare. CasadeiPatchwood2Ritroviamo nelle forme le linee pulite dei modelli più amati, come le “Gaga” che vedete qui sopra. Per quanto impegnativa possa sembrare queste zeppa da 17cm, converrete con me che la forma è senza dubbio ben bilanciata con la decorazione.

Non so se è un caso, ma ho particolarmente apprezzato l’attaccatura della tomaia esattamente dove finisce il listello di legno della stessa cromaticità. Mi fa pensare ad un pilastro che si attacca a terra, la rende otticamente più stabile, la trovo perfettamente strutturata. Inoltre l’irregolarità dei tagli del rivestimento in legno crea un gioco davvero divertente di sovrapposizione, dando quell’effetto prospettico di “avanzato e arretrato” molto ricercato in architettura.CasadeiPatchwood3Lo stivale trovo sia perfettamente nelle mie corde. Semplice, pulito, lineare, ma al contempo reso particolare e unico dal tacco che richiama ancora una volta il fil-rouge della collezione. Ciò che lo rende ancor più ipnotico ai miei occhi è il taglio dato al tacco all’attaccatura del tallone: squadrato, spezzato, perfettamente bilanciato con la morbidezza della curva della tomaia. Non trovate sia incantevole?

Questo stivale è per sempre. Come noterete si presenta risvoltato su sé stesso, ma può anche essere indossato normalmente, comprendo tutta la gamba, oppure risvoltando solamente la banda in pelle martellata.CasadeiPatchwood5In ultimo, le flat. Le trovo adattissime per una passeggiata sul lungomare, la sera, con un vestitino di tessuto leggero svolazzante e un cappello di paglia a falda larghissima! Peccato che la forma non si presti molto a rivelare la sua particolarità, ma non si potrà di certo non dire: “È come camminare a piedi nudi sul parquet di casa!” 😉 

Non penso sia un caso la scelta di un materiale che sta tornando prepotentemente alla ribalta in questi ultimi anni caratterizzati dalla ricerca di soluzioni eco-sostenibili e BIO. Penso che dalla parte del designer ci sia la voglia di non procedere in contro-tendenza coi tempi che stiamo vivendo, fatti di sprechi, inquinamento e cementificazione. L’aver puntato su un materiale fin troppo snobbato nel corso degli anni passati mi fa pensare che probabilmente anche la moda stia rivalutando la qualità e la selezione dei materiali usati, ritrovando un profondo e viscerale rispetto per la natura. BEARSTECH-282-480x320 (1)

Queste sono le mie personali considerazioni sulla collezione. Voi cosa ne pensate? Sono certa di ricevere i pareri più disparati quindi non vedo l’ora di leggere quali sono le vostre impressioni! 🙂

Alla prossima!

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13 pensieri su “Casadei PATCHWOOD: quando calzatura e architettura si fondono.

  1. Post davvero eccellente, scritto con grande competenza e professionalità. L’accostamento tra scarpa/scultura/opera d’arte e arredamento d’interni è geniale e tu ce l’hai fatto apprezzare appieno in modo superbo, non posso che essere d’accordo con ogni singola parola.
    Davvero un ottimo post e foto superlative come sempre.

  2. fino al paragone di una scarpa con una scultura c’ero arrivata anche io, ma realizzare l’esistenza di un connubio anche con l’architettura e l’arredamento, è decisamente geniale! Complimenti!!!!
    Ma sei entrata nel negozio a fare foto??

  3. che dire…un articolo molto ben scritto e soprattutto caratterizzato dall’innovazione. Approcciare alle scarpe da un punto di vista architettonico è un’esperienza totalemente nuova per me. Grazie!

    1. Lo è stato anche per me!
      Spero solo di non aver scritto un’infinità di stupidaggini. XD
      Sono mie personali considerazioni basate su poche informazioni, la commessa, giustamente, ha preferito concentrarsi sulla parte “scintillosa” della collezione! 😉

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