Convivenza domestica Vol.5

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Ok, fai un bel respiro.

Uno, due, tre……..dieci. Respira. Calmati. Ripijate. Ce la pòi fà. 

No, non sono in preda ad un attacco di panico. Sono in piena crisi da esasperazione galoppante.

Premetto col dire di non essere neanche lontanamente una maestrina di bon-ton, sia chiaro. Ma sono stata educata bene, il mio karma è stato, sin da piccolissima: “Educazione&Rispetto-Educazione&Rispetto-Educazione&Rispetto”. Ripetetelo ancora una volta insieme a me……….Ok, no.

Ma io ci credo.

Nell’educazione, si. E anche nel rispetto. Soprattutto nel rispetto.

Come probabilmente non sapete, da ben due mesi convivo con quell’ex schiantata di mia nonna. E i miei genitori, naturalmente. Con ex schiantata intendo che di punto in bianco il suo femore ha deciso di spappolarsi, così s’è schiantata a terra. Tra drammoni, piagnistei e vittimismo siamo riusciti a rimetterla in piedi. Con le stampelle, ma sempre meglio del centrino sotto al culo.

Bhè, in questi due mesi HO VISTO COSE che voi umani…Ora vi narro.

PERIODO 1Quello del: “Ma si, sono guarita”.

Il primo giorno si attorciglia al filo dell’ossigeno con tutta la stampella e si ri-schianta a terra. Ematoma sul viso per una decina di giorni. Perché usare le DUE stampelle in dotazione come tutti i comuni mortali è roba da imbecilli, secondo lei.

Si fa 10 giri di campo intorno casa e poi si schianta sul divano lamentandosi che ha l’affanno.

Continuando ad usare una stampella sola sta sempre ingobbita e poi si lamenta che le fa male la schiena.

PERIODO 2Quello del: “Io devo fà, devo lavà, devo spiccià”. 

Si autogavettona con l’acqua dei carciofi, si inzuppa tutte le maniche della vestaglia per sciacquare una tazza, allaga il bagno dopo aver consumato 20309295930 mq d’acqua PRIMA di farsi la doccia perché deve lavarsi le calze e stenderle pure (subito, perchè se aspettano un quarto d’ora si autodistruggono!), sposta OGNI COSA che le capita davanti non posizionata DOVE DICE LEI. Posate, piatti, tovagliette, telecomandi, sedie, documenti, ed ogni cosa le possa dar fastidio se non posizionata nelle coordinate geografiche in linea col suo radar.

PERIODO 3Quello del: ” Che ce l’hai co me?”

Lei. Sempre lei. Per ogni cosa lei.  No, non è una canzone. E’ la sua filosofia di vita.

Al centro dell’universo c’è SOLO lei, o comunque c’è LEI prima di OGNI ALTRO.

Dici una cosa? E’ indirizzata a lei.

Chiami qualcuno? S’affaccia lei.

Parli col gatto? Ti risponde lei.

Tua madre ti dice: vieni qui? Dopo due secondi, inarrestabile, a passo di zombie, arriva pure lei.

Prepari qualcosa? Il primo boccone è il suo.

Fai qualcosa per TE e SOLO PER TE? Comunque dovrà dire la sua sul COME l’hai fatto.

ECCHECCACCHIO! Dici che sei sorda, ma COME CE SENTI BENE QUANDO SI TRATTA DI IMPICCIARSI!!!

E di quando perde il contatto visivo con uno di noi 3, ne vogliamo parlare? “Ndo state? Che state a fà? Perchè mamma non torna? Perchè sei tornata prima? Perchè non hai chiamato?” O_O

PERIODO 4 Quello del: “Tanto sono ospite.”

Si perché, a quanto vedo, lei, infingarda, sa di essere ospite in casa nostra, ma casa nostra ormai è come se fosse sua.

Fa come le pare, tocca quello che le pare, sposta ogni cosa dal posto dove siamo soliti riporla, ha da ridire su tutto, pure su come ti prepari il thè.

Inoltre, usando questo gioco forza del: “Sono ospite, non mi diranno mai niente” non si fà ALCUN TIPO DI PROBLEMA riguardo, per esempio, l’educazione.

Dopo risucchi random di cappuccino/thè/minestra/caffè, SPUTI a tavola (in direzioni varie) di tutto ciò che le rimane impigliato tra i denti, che, dico io, se proprio non vuoi mandarlo giù (dopotutto è ciò che stavi mangiando DUE SECONDI FA) ‘sto lavoro fallo ALMENO in un tovagliolo! E non vi parlo del suono che fa per scastrarsi quella roba dai denti (che gli stuzzicadenti che l’hanno inventati a fà?!). E vogliamo parlare di quando non tira l’acqua in bagno? O di quando ha lasciato il ricordino degli effetti dell’aerosol bello spiaccicato nel lavandino? Ah, e stasera mi ha anche ruttato in faccia…..>.<

Ora, non pensate che io non le voglia bene, al contrario, le sono molto affezionata. Semplicemente ero abituata a “prenderla” settimanalmente a piccole dosi. Più precisamente la domenica pomeriggio.

Io, abituata ai miei spazi, a badare a me stessa, a fare tutto solo per me e per i miei genitori (quando serve), abituata al silenzio, alla privacy, alla solitudine, mi sento come un topolino in trappola. Sono sempre, costantemente, inevitabilmente a portata di strillo. Non sono libera di scambiare due parole con chiccessia ad una frequenza da lei udibile. Devo sempre bisbigliare per non farla automaticamente intromettere, e questo mi disturba. Chi si insinua nei discorsi altrui lo trovo fastidioso.

Meno male che ho la mia isola di salvezza su al nord. Ciò che mi consola è che ho tanti bei viaggi in programma e non vedo l’ora di conoscere posti nuovi!

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3 pensieri su “Convivenza domestica Vol.5

  1. Mamma mia tesò, Che delicatezza la tua nonnina!! Ti assicuro che la mia non è da meno, però almeno non ci vivo insieme!! Non ti invidio proprio!

  2. “Isola chiama naufraga, isola chiama naufraga, rispondi naufraga! Ti aspetto!! Passo e chiudo.”……Per la serie: Se non sono matti non li vogliamo… 🙂

  3. Insomma è un uragano tua nonna. Però io son sempre del parere che è meglio averle le nonne e sentirsi “un topolino in trappola” che non averle più. I miei nonni io non li ho più e non sai quanto mi piacerebbe poterli riavere con me…quindi per me sei molto fortunata 🙂
    Ciao gioia, grazie per esser passata da me, e buona domenica :*

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