Rientrare.

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Eccomi di nuovo a Roma, in quella che, fino a due mesi fa, era casa mia.

Sono dell’avviso che non si sia effettivamente a casa finché non ci si fa una doccia. Ed io l’ho appena fatta. Ho lavato via i postumi del viaggio, le ansie sul rientro, le abitudini prese via da casa. Ma non ha funzionato. Sono nella stanza dove sono nata e cresciuta e che come me, col tempo, è cambiata.

Ma non la riconosco.

Ci sono ancora tutte le mie cose, quelle meno importanti, quelle che in viaggio non porterei mai.

La lampada da studio è ancora li, dove l’ho posizionata l’ultima volta: al centro della scrivania, per stendere quel filo di trucco nel buio delle 4 di mattina, nella trepidante attesa del treno che mi avrebbe portata verso nuove avventure.

I panni buttati sulla sedia, quelli coi quali sono andata a fare le ultime compere prima della partenza sono ancora, tutti cenciosi, accavallati li.

Le urla dal palazzo di fronte, i 3 bambini che “allietano” le mie giornate litigando e facendosi male, le urla della madre, che, sgridandoli, tenta di riportare un po’ di pace nel circondario.

I libri, quelli che ho letto negli ultimi mesi, sono ancora accatastati accanto al letto. Un sottile strato di polvere, la giusta punizione per non averli, diligentemente, riposti al sicuro.

Tutto è li, fermo, immobile, nessuno ha toccato niente. Si sono solo accumulate, negli spazi vuoti, cose non mie.

Ma tutto, adesso, sembra diverso.

Mi muovo sbattendo contro oggetti i quali, solo due mesi fa, avrei saputo schivare al buio. Dimentico cosa era conservato dove. Scendo in cortile e non ritrovo quella sensazione di casa che prima mi dava accoccolarmi su quel gradino, quello macchiato di ruggine, quello che tanti anni fa, in retromarcia, mamma ha rotto passandoci sopra con una ruota della macchina. Apro il cancelletto del giardino e guardo l’erba tagliata da poco. Le ciglia si inumidiscono, e il cuore si tuffa da 300 metri. Stringo quell’asse di legno come se assieme a lui, da un momento all’altro, anche io sia destinata a cadere giù. Tutto il corpo, dalla vita in giù, formicola di quella sensazione che fa male ma non abbastanza da poterla lavar via con il pianto: l’assenza.

Loro non ci sono. Le mie sorelle, le mie amiche, le mie confidenti. Loro cui spesso, in preda alla mancanza e al dolore, ho confidato i miei pensieri più nascosti. Loro che a volte ho preso in braccio, stretto a me, sul mio petto, affondando il naso sotto la loro testa e piangendo come una bambina quando le cose non andavano bene. Loro che, ovunque mi girassi, in ogni caso, c’erano.

Ed ora no.

In 10 giorni ho perso parte della mia vita e non ho idea di quanto ci vorrà prima di colmare il vuoto.

Vorrei saper descrivere meglio ciò che provo.

2012-05-12-316

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20 pensieri su “Rientrare.

  1. ti capisco benissimo saretta :(( sono momenti difficili e dolori immensi, molti non capiscono, altri sì, ma hai tutti i diritti di esplodere, star male e sentirti così.
    Ti abbraccio :*

  2. Ehh…:( Speriamo solo che Cleo abbia trovato una sistemazione dove vivere bene.
    E magari Nerina…e’ ancora li’ intorno, incrociamo le dita. :*

  3. Non perdere la speranza, magari Nerina riapparirà quando meno te lo aspetti e Cleo sarà avvistata di nuovo da qualcuno, continua a insistere sul gruppo FB di Murta Maria. Incrocio anche le dita dei piedi.

  4. mi dispiace tanto… anche a me è sparito Leo e non è più tornato… quello che sanno darci gli animali è una cosa molto preziosa… che conserverò sempre nel mio cuore! in bocca al lupo… un abbraccio

  5. Solo dai commenti ho veramente capito di cosa parlassi e…non sai quanto sto male per te…seriamente. Vivo con 4+1(l’uno è un randagio che si è stabilizzato qui) gatti in casa e stare senza è difficile…quando uno sparisce per un paio di giorni o torna con qualche ferita non sai quanto peno e mi viene da stringerli forte come se quell’abbraccio togliesse tutti i mali…ma purtroppo poi mi rendo conto che un giorno davvero non ci saranno più, che per fortuna quella volta sono tornati o sono riuscita a salvarli…un gattino invece non l’ho più trovato, ormai sono passati anni e mi sono convinta che un’altra famiglia l’ha adottato, solo così riesco ad accettare la cosa. Quindi fatti forza, parla con più gente possibile e se senti che puoi fare una cosa per trovarli, anche se le possibilità sono minime…fallo! Tienimi aggiornata <3

    Love&Studs

  6. Mi dispiace tantissimo… quando persi il mio cane ( per fortuna per poche ore) mi sembrava di impazzire, posso capirti! Continua a cercare, non ti arrendere…leggerò di sicuro gli aggiormenti su facebook

    1. Purtroppo non posso cercare da qui. La mia Cleo si è persa in Sardegna, mentre io sono a Roma. Abbiamo lasciato detto ai vicini di avvisarci in qualsiasi momento, qualora la vedessero, e prendiamo il primo volo per andarla a prendere. Ho chiesto di fare altrettanto al comitato di quartiere che a sua volta ha chiesto alla protezione civile di zona, quando perlustrano il circondario, di tenere gli occhi aperti.
      Ormai non ci resta che aspettare…

  7. Mi dispiace da morire. Posso solo immaginare come sarebbe perdere da un momento all’altro la mia piccolina… e il cuore mi si stringe in una morsa letale.
    Ti auguro davvero di ritrovarle entrambe, o che perlomeno abbiano trovato una sistemazione adeguata, magra consolazione mi rendo conto…

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