Tremo, e non di freddo.

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Capitano periodi in cui tutto viene mescolato, le carte in tavola non sono più le stesse, la prospettiva è ribaltata e la mente ne esce fuori confusa e indolente.

Capitano periodi in cui basta poco per uscire col sorriso da una pessima giornata e basta ancor meno per vedersi nuovamente tutto contro, tutto storto.

Questi periodi, ho scoperto analizzando me stessa, sono dovuti alla scarsa focalizzazione di me stessa SU me stessa. Nel momento in cui mettiamo gli altri (o il resto) al primo posto, remissivamente, pacificamente, per vivere sereni almeno quelle ore che mancano al ricongiungimento notturno col proprio letto, si perde l’equilibrio, il baricentro del proprio cuore, e lo si proietta altrove, trascurandoci.

Mi ero autoimposta di smetterla di bastarmi sempre e per ogni cosa. Mi ero auto-imposta di lasciarmi andare, confidando nella speranza che un po’ di fiducia verso il prossimo fosse doverosa e meritata. Evidentemente non è ancora il momento, per me. Non posso forzare i tempi e non posso forzare me ad accettare situazioni, relazioni, frasi, gesti, che mi feriscono e incupiscono le mie giornate portandomi inevitabilmente ad affrontare la giornata con gli occhi corrucciati e le spalle tremolanti.

Sì. Io tremo.

Tremo per non lasciarmi andare, per non esplodere, per non uscire fuori da quella che sono e dal contegno che devo, per forza di cose, mantenere e che ormai è diventato parte di me anche nella vita privata.

Tremo quando non vedo rispettata la mia sensibilità, quando le parole vengono usate con leggerezza, quando la mia voce, pur facendosi sentire, non è che un bisbiglio nel vento. Quando devo lottare per un’attenzione e un occhio di riguardo in più quando ad altri sono dovuti senza batter ciglio. Tremo, quando mi sento sola, e son circondata di persone. Tremo, quando non mi sento capita. Tremo, quando basterebbe un po’ di empatia in più, un po’ di misura in più, un po’ di prospettiva in più. Ruoli divisi, scanditi.

Ognuno al suo posto.

E non tremerei più.

tremo

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3 pensieri su “Tremo, e non di freddo.

  1. Puoi dirlo forte ! La vita è piena di compromessi, credo che ciò che hai scritto sia la voce di molti ….me compreso. A noi piaci così !!!

  2. Capisco che stai
    attraversando un periodo molto difficile. Una serie di traversie, di ostacoli,
    di incomprensioni che ti creano quasi una crisi di identità. Traspare molto
    sconforto dalle tue parole, ma quasi paradossalmente anche tanta passione,
    tanta energia, tanto slancio per poter uscire al più presto. Ti sono molto
    vicina perché ho capito, da quel poco che conosco di te, che sei una persona
    con una grande sensibilità e anche depositaria di valori importanti. Tremi ma
    non sei debole, sei forte perché credi in te stessa e in ciò che fai. Per
    questo sono sicura che ne verrai fuori al più presto. E alla grande. Ti faccio
    un abbraccio, grosso grosso grosso. Ritrova te stessa, dai spazio a te stessa, ritrova
    la serenità. Presto. E’ il mio più caro augurio. Ciao, un immenso bacio.

  3. Dopo l’ultima botta presa ho capito che non merito di mettermi da parte per gli altri. Io devo essere il mio primo punto fermo, devo rispettarmi io stessa se voglio che lo facciano anche gli altri. Spesso chi ci è accanto o chi ci è stato accanto per anni si rivela essere la peggior persona del mondo nell’arco di pochi giorni e crolla tutto, ma se avessimo fiducia in noi e non ci lasciassimo andare non tremeremmo più. Ti abbraccio.

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